ideas and so much more {..........................} for omnivorous |ämˈniv(ə)rəs| people

Pomeriggio del 9 agosto, c’è poco da fare (diciamocelo!), mi limito prima di lasciare la tastiera per una granita, a suggerivi la visita di questi 6 siti. Belli! Grafica e usabilità al giusto compromesso tra ricerca di stile e velocità di lettura. Nulla, tra l’altro, di nuovissimo - sono on-line da un po’ - eppure questo “stile" e questa ricerca di soluzioni, tranne in rari casi, stenta a prendere piede qui da noi. Il problema ritengo non sia la mancanza di fantasia e gusto dei web-designer, ma piuttosto, la scarsa maturità dei clienti. [n.d.r. un po’ di polemica prima delle vacanze non guasta ;-)]. Di seguito i link, buona visione.

www.good.is
nosotroshq.com
lordlikely.com
www.csr360gpn.org
www.newyorker.com
feastongood.com

Sasha Levin dipinge le sue foto con la luce; un uso della luce che troviamo (e che mostreremo presto) in altri fotografi del nord e dell’est europeo. Le foto sono tratte dalla pagina Flickr e da 500px

(Fonte: 500px.com)

James Bills vive e lavora a Brooklyn, tra le opere che selezionate “Golden Parachutes, 8x8xR, 2009, composition gold leaf & pencil on paper, 30”x40” (riquadro grande in alto) e la scultura “1d100 (Precious Metals), 2006, white gold, gold, silver and copper leafing on cast aquaresin, 36”x43”x42” (immagine in basso a sinistra).

Cosa si può dire di Mama’s Sauce? Troppo! Artigiani anzi no, artisti della tipografia. Colori solidi, spatolati nelle presse, carta di cotone, stampe in rilievo, retino di punti in mezzo tono, cura maniacale per il dettaglio, gusto retrò. Vi consigliamo solo di guardare il loro sito [http://mamas-sauce.com] e di non perdervi il video con Nick Sambrato che ci porta nel cuore della stamperia (lavoro di brand identity giusto!). Buona visione e buona lettura.

(Fonte: mamas-sauce.com)

Nich Hance Mceleroy: foto tratte dai lavori “The Great Divide”, “How to Be Alone” e “If Backward”.

(Fonte: nhmcelroy.com)

Il mercatino delle idee? No, molto di più. Etsy è una comunità di centinaia di migliaia di utenti - compratori e venditori - che abbracciano tutto il globo da oltre 150 paesi di provenienza. Nel 2010 i 7 milioni di utenti registrati hanno prodotto transazioni per un valore di 314 milioni di dollari (nel 2007 erano 4,3 milioni di dollari con 300.000 prodotti venduti). A differenza di Ebay, Etsy punta sulla community personale e personalizzata. A quanto pare la formula “hand-made" e "vintage" insieme al "personal community feeling" sono vincenti. Il nome Etsy si deve al suo fondatore Robert Kalin che cercava “una parola senza senso, un brand creato sull’improvvisazione”. Le leggende aziendali narrano che mentre stava guardando guardava il film “8 e mezzo" di Fellini Kalin prendeva nota di quello che sentiva. "In italiano pronunciavano in continuazione "etsi" ("eh sì")". Nel 2005 nacque il brand e il sito che oggi è una "bottega" globale di prodotti realizzati interamente a mano. Navigando il sito, o meglio perdendocisi, si notano immediatamente qualità, creatività e originalità delle idee proposte. Stampe su carta, su tessuti, t-shirt, vestiti, accessori, soprammobili, vintage di ogni genere (deve avere almeno 20 anni), mobili, gioielli, quadri, scutlure, piatti, bicchieri, idee di ogni tipo, di ogni dimensione e per tutti i gusti. Inutile dire che non siamo davanti ad un "semplice" sito di e-commerce ma a qualcosa di molto di più. L’idea di fondo di portare "il cuore nel commercio in modo che l’imprenditorialità sia più equa, sostenibile divertente” sembra davvero concretizzata. In un mondo di colossi del commercio le imprese molto piccole (molto spesso nel nostro caso unipersonali) influenzano e plasmano in modo molto profondo l’economia globale. Nella standardizzazione dell’offerta - quando una t-shirt di H&M possiamo trovarla identica e contemporaneamente a Parigi, Tokyo e New York - si riscopre il valore dell’idea creativa, l’artigianalità e dell’unicità del pezzo. Il valore del prodotto viene dato da altri fattori che la grande distribuzione e i grandi brand non sono in grado di soddisfare e che, a quanto pare, sono molto ricercati da fasce sempre più ampie di “consumatori”. La foto notturna del globo - a cura di Etsy.com - mostra la presenza della community nei vari continenti.

(Fonte: etsy.com)

+ pool non è una nuova iniziativa di Google…ma l’idea di alcuni designer e sognatori newyorchesi di costruire una piscina nel fiume, farsi le vasche avendo come sfondo lo skyline della grande mela non è da tutti i giorni. La piscina è galleggiante e ancorata vicino alla costa permetterà di nuotare nelle acque depurate dei fiumi di New York City. L’idea è, infatti, quella di costruire la struttura con dei materiali in grado di filtrare e depurare l’acqua che entra all’interno della piscina. I bagnanti, quindi, avranno la sensazione di essere in una piscina tradizionale nuotando nelle “cristalline acque de, fiume Hudson. Servono fondi per poter rendere questa idea reale. Per leggervi tutta la storia di questa iniziativa e donare qualche dollaro visitate il sito > http://www.pluspool.org/#design. Noi seguiremo l’evolversi del progetto. Notevole anche il gusto del progetto di comunicazione: la grafica, il logo, l’idea, 10 e lode!

Introduction: How to work with massive media data sets?

Early 21st century media researchers have access to unprecedented amounts of media – more than they can possibly study, let alone simply watch or even search. A number of interconnected developments which took place between 1990 and 2010 – digitization of analog media collections, decrease in prices and expanding capacities of portable computer-based media devices (laptops, tablets, phones, cameras, etc.), the rise of user-generated content and social media, and globalization which increased the number of agents and institutions producing media around the world – led to exponential increase in quantity of media while simultaneously making it much easier to find, share, teach with, and research. Millions of hours of television programs already digitized by various national libraries and media museums, million pages of digitized newspaper pages from 19th and 20th century (http://www.chroniclingamerica.loc.gov), 150 billion snapshots of web pages covering the period from 1996 until today (http://www.archive.org), and hundreds of billions of videos on YouTube and photographs on Facebook (according to the stats provided by Facebook in the summer 2011, every day users upload 100 million images) and numerous other media sources are waiting to be “digged” into. (For more examples of large media collections, see the list of repositories made available to the participants of Digging Into Data 2011 Competition.)

|| from > Lev Manovich. “Media Visualization: Visual Techniques for Exploring Large Media Collections." In Media Studies Futures, ed. Kelly Gates. Blackwell, forthcoming 2012.

|| to download ad read the article please visit > http://lab.softwarestudies.com/2009/06/publications.html

Sembrano le foto prese dal catalogo di una collezione di abbigliamento sportwear, invece sono i dipinti iper-realistici del talento canadese Karel Funk. Le immagini sono tratte dal sito di 303 Gallery New York.

Nacho Yagu è art director e concept artist at Ubisoft Barcellona. Sul sito nachoyague.net il portfolio dei laovori, sketch e molto altro.

(Fonte: nachoyague.net)

Sovvertire l’immagine del brand sostituendone la caratteristica bottiglia con uno standardizzato cartone del latte. Esperimento interessante dell’artista Jørn di base a Düsseldorf.

(Fonte: jørn.de)

Sei modi di vedere il pianoforte da parte di Ivan Chemrayeff. Interessante il modo con cui l’artista riesce a rendere immediatamente all’occhio l’idea dello strumento, oggetto rappresentato, nonostante l’astrazione dell’immagine. Le copertine sono delle brochure stampate in occasione della nona edizione del Van Climbur International Piano Comptetition del 1983. Le immagini sono tratte da Chermayeff&Geismar Collection: Nint Van Climbur International Piano Comptetition folder, 1993.

(Fonte: containerlist.glaserarchives.org)

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